coltivare le patate

LA PATATA

 

UN PO DI STORIA

La patata è un tubero appartenente alla famiglia delle solanacee che è originaria delle ANDE PERUVIANE ad un’altitudine di circa 2000 metri, essa necessita di un clima mite per la coltivazione.

Operazioni colturali pre-semina

Il pH ideale per la coltivazione è intorno 6 ma non superiore a 7.

Le lavorazioni devono essere profonde, per offrire al momento della semina un terreno  sciolto e molto drenante.

La coltivazione biologica della patata

In una coltivazione biologica, o sostenibile, ci si preoccupa prima di tutto di rendere la terra sana e rigogliosa, perché una terra fertile, ricca di sostanza organica e di microrganismi, a sua volta permette alle piante di crescere armoniosamente e dare produzioni soddisfacenti. L’ottica non è quindi di intervenire puntualmente sul consumo della pianta ma di assicurare tramite una buona concimazione organica un substrato ricco e vitale anche nel lungo periodo. Naturalmente poi gli ortaggi hanno anche esigenze diverse tra loro, e ce ne sono alcuni come le patate che richiedono più nutrimento. Bisogna infatti considerare che il loro ciclo colturale è lungo e che di conseguenza consumano molte risorse durante la loro crescita.

Scelta dei concimi

Nella coltivazione biologica delle patate, come di ogni altro ortaggio, si impiegano solo concimi di origine naturale, per cui sostanze organiche o minerali, evitando i fertilizzanti sintetizzati nei laboratori chimici.

L’azoto serve per la crescita della pianta, mentre fosforo e potassio servono per la buona formazione dei tuberi, la loro qualità e conservabilità futura, questi tre elementi sono i principali e sono indicati sulle etichette dei concimi con la sigla NPK. Ci sono però anche molti altri elementi che svolgono le loro funzioni importanti e sono contenuti nei concimi organici o minerali naturali.

Come vedremo i due protagonisti di una buona concimazione di fondo sono in genere il compost e il letame, idealmente equino o bovino. Questi prodotti devono esser ben maturi per non creare problemi, soprattutto se usati durante la coltivazione o in prossimità della semina. L’humus di lombrico è una sostanza ancora migliore, avendolo a disposizione conviene certamente impiegarlo. Per aumentare il potassio si può affiancare a queste sostanze ammendanti anche un poco di cenere di legna, in dose moderata.

In fase di coltivazione può esser comodo l’impiego di stallatico in pellet o di concime di borlanda, ricco di potassio. Per rispondere a carenze specifiche

invece possono essere utili farine di roccia o solfato di potassio e magnesio. La concimazione di fondo è una sorta di nutrimento di base, che si fa prima della messa a dimora dei tuberi, durante la fase preliminare di lavorazione del terreno.

Ricordiamo che di solito le patate si piantano a marzo, al sud già a febbraio mentre in montagna solo in aprile inoltrato, e il momento effettivo dipende poi dal tempo. L’importante è che il terreno si sia intiepidito a sufficienza e che le temperature ambientali siano di almeno 10 °C di media. Il terreno deve essere preparato idealmente nell’autunno precedente, o in alternativa poco prima della semina.

Con la lavorazione principale del terreno si apporta abbondante compost o letame, che devono essere ben maturi. Entrambi svolgono la funzione di ammendanti: fertilizzano la terra in generale, apportano anche elementi nutritivi, ma soprattutto cibo per tutti gli organismi terricoli e una migliore struttura del terreno. Non dimentichiamo che le patate devono crescere nella terra e che quindi questa deve essere soffice. La sofficità del terreno non si ottiene solo con le lavorazioni, ma anche con l’aiuto prezioso della sostanza organica, che rende il suolo più morbido, soprattutto se è di tessitura argillosa e tendente a compattarsi.

Compost o letame non devono essere interrati in profondità, ma incorporati nei primi 20-30 cm al massimo, ovvero dove si troverà la maggior parte delle radici, che in questa pianta sono fascicolate e restano abbastanza superficiali. Gli elementi nutritivi contenuti nel compost e nel letame possono essere ceduti alle radici delle piante grazie al lavoro di mineralizzazione da parte dei microrganismi aerobi, che stanno negli strati di terra superficiali, dove c’è ossigeno.

Se manca la possibilità di reperire il compost o il letame, potremmo fare un bel sovescio autunnale, solo che l’interramento della biomassa dovrebbe avvenire prima del solito, ovvero almeno i primi di marzo. Il sovescio è una pratica caratteristica dell’agricoltura biologica che abbiamo approfondito in un articolo dedicato.

Sarebbe ottimo poter disporre anche di cenere di legna, dato che contiene molto potassio e le patate sono molto potassofile.

Indicativamente servono 4-5 kg al metro quadro di compost o letame maturi, e quindi su 20 mq di patate dobbiamo calcolare circa un quintale di compost, o poco meno. Noteremo che raramente il compost di autoproduzione è sufficiente per coprire i fabbisogni dell’orto e che di solito bisogna integrarlo, ma per fortuna grazie alla raccolta differenziata dell’umido o delle ramaglie di potatura, ci sono varie ditte che producono compost e lo cedono a prezzi relativamente bassi a chi lo richiede. La cenere deve essere sparsa sul terreno in piccole quantità, senza esagerare, non a mucchi ma a spolverate.

Concimazione alla semina

Quando si mettono a dimora i tuberi-seme, conviene aggiungere al suolo dello stallatico pellettato, o altro concime organico. Evitiamo di mettere le manciate di questo concime dentro le buchette scavate per i tuberi- seme: le radici delle piante crescendo si espandono ben oltre le buchette, quindi è molto meglio distribuire il concime uniformemente su tutta la superficie interessata alla coltura, più o meno nella dose di 3-400 grammi al metro quadrato.

Crescita delle piante

Quando le piantine di patate diventano alte 15-20 cm arriva il momento della prima rincalzatura, e questa è una buona occasione per spargere altre manciate di concime naturale, che può essere ancora il normale stallatico pellettato ed eventualmente anche un concime naturale a base di borlande, che contiene potassio. Se il terreno dalle analisi risultasse un po’ carente di magnesio, potremmo usare del solfato naturale di potassio e magnesio, o anche delle farine di roccia. Anche alla seconda rincalzatura, che si esegue più avanti con le piante già alte, possiamo intervenire moderatamente con altre aggiunte di concimi naturali. In estate ormai i giochi sono fatti, nel senso che concimare ulteriormente non porterebbe a miglioramenti significativi e le piante iniziano ad ingiallire perché stanno terminando il loro ciclo e destinando le loro risorse alla maturazione dei tuberi. Per questo è importante prestare nei primi mesi le cure più importanti alle patate in termini di nutrizione. Piante verdi pallido e poco cresciute indicano scarsa presenza di nutrienti nel terreno e ciò non dovrebbe verificarsi sui terreni organici e concimati anche con prodotti naturali. Non si tratta di una malattia ma di un problema di concimazione, non sempre si riesce a risolverlo in corso di coltivazione, visto che le sostanze hanno bisogno di tempo per esser rese disponibili alle radici. Per questo è importante curare la concimazione di fondo in primo luogo. Colture non concimate generano spesso, come c’è da aspettarsi, tuberi piccoli e scarsi. Perché i nutrienti si mobilitino nel terreno e divengano disponibili per l’assorbimento radicale, è importante che ogni tanto piova e ci sia quindi acqua a sufficienza per la coltura. L’acqua serve alle piante come elemento in sé e anche come veicolo di nutrienti.Di solito comunque in primavera le piogge rendono superfluo irrigare le patate, a meno che non si verifichi una siccità prolungata durante la delicata fase della fioritura.