Allevamento della lepre

Allevare lepri è un’attività affascinante ma radicalmente diversa dall’allevamento del coniglio. La lepre è un animale selvatico, fortemente territoriale, pauroso e incline allo stress: per questo non può essere addomesticata e richiede tecniche specifiche.

La stragrande maggioranza degli allevamenti in Italia è di tipo faunistico, mirato al ripopolamento delle riserve di caccia o alla reintroduzione in natura.

Le tipologie di allevamento

Esistono due metodi principali per gestire questo animale, spesso usati in combinazione:

1. Allevamento intensivo (in gabbia)

I riproduttori vengono tenuti in apposite gabbie sospese dal terreno, solitamente strutturate a coppie (un maschio e una femmina).

  • Le gabbie: Devono essere lunghe e spaziose (spesso dotate di un nido riparato) e realizzate in rete zincata. Il pavimento a rete permette alle deiezioni di cadere, riducendo drasticamente il rischio di malattie parassitarie.
  • Gestione dei piccoli: I leprotti nascono già ricoperti di pelo e con gli occhi aperti. Restano con la madre per circa 20-25 giorni prima dello svezzamento.

2. Allevamento estensivo (in recinto)

Questo metodo simula lo stato selvatico ed è fondamentale per l’ambientamento prima del rilascio in natura.

  • I recinti: Grandi porzioni di terreno (spesso da poche centinaia di metri quadri fino a interi ettari) recintate con reti alte almeno 2 metri e interrate per evitare che le lepri scavino o che entrino predatori (volpi, cani, gatti selvatici).
  • Vegetazione: All’interno devono esserci zone di erba spontanea, cespugli e colture a perdere (come erba medica o trifoglio) per offrire riparo e cibo fresco.

I nodi cruciali: alimentazione e salute

La lepre ha un apparato digerente estremamente sensibile. Errori minimi possono causare stragi nei recinti.

  • Alimentazione: Si basa su fieno di ottima qualità (fondamentale per la fibra), mangimi pellettati specifici (ricchi di cellulosa e poveri di zuccheri/amidi) e integrazione di erbe fresche. L’acqua deve essere sempre pulitissima.
  • Il fattore stress: La lepre ha un cuore molto grande e un sistema nervoso sensibilissimo. Rumori molesti, manipolazioni brusche o la vista di un cane possono causare la morte letterale per infarto o provocare traumi fatali (l’animale terrorizzato corre a impattare a 60 km/h contro le reti del recinto).
  • Malattie principali: La lepre è soggetta alla EBHS (European Brown Hare Syndrome, la sindrome della lepre bruna, simile alla dissenteria emorragica del coniglio), alla coccidiosi e a parassiti intestinali. L’igiene rigida e i piani vaccinali sono l’unica vera difesa per l’allevatore.

Nota burocratica: Trattandosi di fauna selvatica, l’apertura di un allevamento di lepri in Italia è soggetta a rigide autorizzazioni da parte delle Regioni, delle Province e delle ASL competenti. Non è possibile improvvisare un allevamento amatoriale senza i relativi permessi e registrazioni.