Il comportamento della lepre in natura

Il comportamento della lepre in natura

 

La conoscenza delle abitudini della lepre quando non soggetta all’allevamento in cattività, ha moti aspetti interessanti, in quanto consente di migliorare le condizioni di benessere degli animali in clausura e ne facilità il loro reinserimento nella vita in libertà dopo il lancio per il ripopolamento.

Fra le abitudini comportamentali della lepre va ricordato che si tratta di un animale tendenzialmente solitario, molto legato al proprio territorio. Anche per questo motivo la densità di animali non potrà essere eccesiva. Normalmente si hanno non oltre 30 soggetti ogni 100 ettari nelle migliori condizioni (Pascolo cespuglioso) o in condizioni sfavorevoli un soggetto ogni 100 ettari (Zona boschiva).

Nell’area ove stabilisce il proprio territorio dispone normalmente di più di un rifugio, che raggiunge seguendo percorsi sempre diversi. Una delle sue caratteristiche principali è la sua perfetta immobilità allorquando si trova in pericolo. Con questo stratagemma cerca di mimetizzarsi il più possibile nell’ambiente circostante. Solo quando il predatore continua ad avanzare che la lepre si da alla fuga con un poderoso balzo in avanti. La fuga non è l’unica arma di difesa della lepre, qualora le vie di fuga siano precluse, essa affronta il nemico co le poche armi a disposizione le unghie e i denti.

La sopravvivenza è legata al suo ottimo udito, che le consente di percepire i più flebili rumori. Ottimo anche l’olfatto, che le è di grande utilità non solo per sentire le presenze avverse, ma anche per procurarsi il cibo. Anche la vista è buona, soprattutto il campo visivo, decisamente ampio grazie alla posizione laterale degli occhi. E’ scarsa la definizione dell’immagine, soprattutto durante le ore più luminose del giorno, come conseguenza della forte apertura della pupilla. Un difetto che si tramutata in pregio durante le ore del buio, favorendo una buona visione notturna.

 

Alimentazione

 

Essendo la lepre un animale ad abitudini prevalentemente notturna come detto in precedenza, il momento di maggiore attività lo si riscontra dopo qualche ora dal crepuscolo, quando l’animale si dedica anche alla sua alimentazione, che è frazionata in vari momenti ed in tanti piccoli pasti. Anche nella lepre come nel coniglio avviene il processo meccanico fisiologico (ciecotrofia). L’animale produce due tipi di feci. Il primo tipo sono le feci normali mentre il secondo tipo il ciecotrofo, che possiede delle particolari caratteristiche nutritive, è ingerito dall’animale prelevandolo direttamente dall’ano.

L’assunzione del ciecotrofo avviene normalmente nella seconda meta della mattinata e nel primo pomeriggio. In questo lasso temporale è bene non infastidire gli animali con le quotidiane operazioni.

In linea di massima il tenore proteico, per soddisfare le esigenze nutritive delle lepri, dovrà essere del 17% per gli animali adulti in riproduzione e del 20% per i leprotti svezzati. Un altro elemento importantissimo è di fornire agli animali rametti di salice o di altre essenze legnose oltre ad un po’ di erbetta fresca. L’acqua deve essere somministrata con abbeveratoi che evitare che si contamini o si versi.

 

Riproduzione

 

La lepre europea ha una gestazione di 41-42 giorni, al termine della quale partorisce da uno a sei piccoli. La stagione riproduttiva è compresa fra gennaio e settembre, periodo nel quale la lepre porta a compimento tre o quattro gravidanze. Contrariamente al coniglio, i piccoli nascono con gli occhi aperti e già provisti di pelo pesano al incirca 70-150 grammi alla nascita, in grado di muoversi autonomamente dopo pochi giorni dalla nascita. Lo sviluppo è infatti molto rapido e già dopo una settimana dal parto il peso della nidiata si raddoppia ed allo svezzamento, che avviene intorno 20/21 giorni di età il peso può raggiungere i 600-700 grammi.

Essendo la lepre un animale dalle abitudini crepuscolari, l’accoppiamento si ha con maggiore frequenza nelle ore serali. La carriera riproduttiva che in condizioni normali dura da tre a cinque anni. I piccoli resteranno con i genitori sino a svezzamento compiuto, per essere trasferiti in altri luoghi dove resteranno sino a tre mesi di età, per poi essere destinati al ripopolamento o ad essere scelti come futuri riproduttori. Per essere scelti come riproduttori le lepri devono possedere una spiccata fertilità, saranno dunque da preferire i soggetti provenienti da coppie con medie di 6-10 leprotti per anno.