INTRODUZIONE

In maniera più o meno intensiva vengono allevate anatre che discendono da due specie selvatiche e dai loro rispettivi incroci.

Morfologia

L’anatra muta come indica stesso il nome non ha voce il corpo allungato e misura da 80 a 90 cm, il collo è corto ma snello, il becco è lungo forte nodoso alla base e termina con una lunga protuberanza.

 

Colorazione

La colorazione è diversa tra maschio e femmina. La femmina presenta una tinta quasi uniforme bruno-nerastra. il maschio la tinta è più bella ed accentuata: il capo è verde-nero splendente, le parti superiori del corpo sono verde più scuro con riflessi rossastri. Sulle ali sono presenti penne bianche.

Ambedue i sessi presentano, nelle regione tra becco e gli occhi, piccole caruncole rosse che sono più evidenti nel maschio.

 

Strutture e allevamento

I capannoni o i fabbricati destinati a ricovero e allevamento delle anatre non sono molto diversi da quelli dei polli e dei parametri di ventilazione, al calore termico e alle procedure di santificazione e disinfestazione.

L’allevamento a terra con lettiera e la forma d’allevamento più comune. La lettiera è composta da paglia, trucioli o da segatura di legno.

L’allevamento su posatoi o su griglie o in batteria non si adattano per nulla a questo animale.

 

Problematiche della specie

alla nascita i reni non sono completamente funzionanti e per questo l’animale va soggetto a possibile disidratazione. Va somministrata acqua in quantità abbondante e bisogno avere un buon grado d’umidità ambientale.

Inoltre hanno necessità di un fabbisogno d’ossigeno superiore agli altri uccelli. Negli allevamenti intensivi può capitare il fenomeno del beccaggio, cioè gli animali si beccano la coda, dorso e sulle punte delle ali.

In questo caso si procede al debeccaggio con apposita strumentazione o semplicemente si diminuisce il numero degli animali per metro quadrato.

 

Ciclo biologico

nell’allevamento rurale le anatre covano due o tre volte l’anno una quindicina di uova per volta per untotele di 45 uova. Esse entrano in deposizione alla 26 – 28 settimane, mentre la durata dell’incubazione è di circa 35 giorni.

 

Storia e origini

sembra che provengono dall’America del Sud ed i loro rapporti con l’uomo sono antichissimi. L’anatra muta fu addomesticata dagli antichi peruviani ed introdotta in Africa e successivamente in Europa, dove era comune uccello domestico verso la metà del XVI secolo.

Ne furono ghiotti  figure storiche come Apollo, Nestore, Diomede, Ercole e Mitridate.

 

Alimentazione

Come allevare l’anatra domestica

L’alimentazione delle anatre mute è ancora più difficile rispetto alle altre anatre perché non parlano ed è difficile capire cosa gradiscono a colazione a pranzo o a cena.

Io personalmente mi sono organizzato cosi: gli do 10 euro ciascuna e si comprano quello che vogliono, le femmine davano sempre problemi sul cibo per restare in linea è i maschi il contrario.

Dato il mio parere, l’alimentazione degli allevamenti intensivi e bio-intensivi (termine inutile ed inappropriato) riguarda alimenti basati su mangimi graminacei (mais, frumento, avena, crusca, erba medica (dato che gli animali non vedono neanche da lontano un filo d’erba) , sementi germogliati che si troverebbero in natura o nell’aia, verdure possibilmente tagliate a julienne, pane bagnato (che non fa male riferito alla presenza di lievito di birra) o ancora mangimi per polli o per anatre (contenenti proteine insettivore).

 

La ricetta del pastone unifood

Come allevare l’anatra domestica

  • 20% di pane bagnato,
  • 30% di mangime per polli in polvere (le esigenze alimentari per molti aspetti sono le stesse),
  • 10% di mangime specifico per insettivori, di cereali in polvere, di mais macinato,di frumento spaccato,
  • 5% di integratori, sali minerali e polivitaminici, crusca.

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