ALLATTAMENTO NATURALE

Il vitello assume il latte direttamente dalla mammella della madre. Se non è possibile  può assumere il latte da un altra bovina detta balia. L’attitudine materna delle varia da razza a razza.

Una delle caratteristiche della pezzata rossa è quella di poter allattare più vitelli anche d’età diversa.

In passato il vitello era separato dalla madre, legato e munito di museruola per essere monitorato nel alimentazione e il numero delle poppate.

Per le razze da carne a stabulazione libera si lascia che il vitello scelga del numero delle poppate e della quantità di latte da ingerire.

Dev’essere  messo a disposizione il mangime concentrato da svezzamento nelle mangiatoie selettive che permette di ridurre le ore di manodopera da dedicare al animale.

ALLATTAMENTO

ARTIFICIALE E SVEZZAMENTO

Consiste nel somministrare al vitello, sin dalla prima poppata del colostro o del latte utilizzando un biberon. Evitando in questo ogni contatto con la madre si facilità l’adattamento all’allattamento artificiale e soprattutto permette di eliminare possibili lesioni alla mammella della causate dalla poppata ed inoltre rendere gli animali mansueti e abituiate alla presenza umana.

La somministra di colostro si effettua per 5-6 giorni, al vitello si somministra solo latte, che digerisce con modalità da monogastrico. Successivamente si passa in maniera graduale allo svezzamento. Lo svezzamento viene effettuato con L’utilizzo di foraggi e concentrati che stimolano e modificano l’apparato digerente in particolare lo sviluppo quanti-qualitativo del rumine che rende l’animale un poligastrico.

 

SVEZZAMENTO

 

Nelle razze da latte è comune effettuare lo svezzamento precoce che avviene a 8 settimane d’età o addirittura precocissimo da 5-6 settimane d’età. Il consumo di farina latte nello svezzamento precocissimo è non superiore a 23-25 kg per capo. Solo per gli animali di peggio o destinati alla riproduzione si effettua lo svezzamento tardivo a 14 settimane d’età.

 

SOMMINISTRAZIONE DEL LATTE

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Il latte deve essere somministrato con 2 pasti giornalieri. Ma dalla 5-6 settima di vita si può passare ad un unico pasto con con rari giorni d’alimentazione somministrata in due pasti.

É stato sperimentato anche la somministrazione de 70% della razione alimentare a giornaliera e il restante in un altro pasto, ma i vantaggi sono minimi o indifferenti.

La prima fase fino a circa 30 giorni di vita l’alimentazione ha lo scopo di coprire il fabbisogno nutritivo e di stimolare la capacità digestiva del latte.

La seconda fase da 28 a 54 gg/d’età si diminuisce l’apporto di latte per stimolarlo a ingerire anche altri alimenti. 

Un alternativa a questo metodo consiste nel fornire una quantità costante di polvere di latte (500g/capo/die) per semplificare le operazioni d’alimentazione in particolare quando dobbiamo alimentare animali d’età diversa.

LO SVILUPPO DEL RUMINE

allattamento e svezzamento

Nella fase iniziale dello sviluppo de rumine è fondamentale la funzione dei mangimi nel effettuare la GINNASTICA FUNZIONALE DEL APPARATO DIGERENTE. Il vitello fin dal 10 giorno deve avere a sua disposizione il mangime di svezzamento (contenente max 19% di proteine) e dalla 3-4 settimana dei foraggi.

I foraggi da utilizzare sono fieno o meglio ancora insilati, questo evita la necessità un ulteriore periodo di transizione necessario per abituare la digestione di questo alimento per il vitello.

 

IL LATTE

Il latte va somministrato alla temperatura di 37-38°C.

Il latte non va versato in un secchio ma con un biberon o poppatoio, perché quando il vitello allatta al secchio mette la testa e il collo in una posizione non ideale alla perfetta chiusura esofagea e inoltre vi evitano che il latte può cadere nel rumine provocando processi di fermentazione che causano disturbi gastrointestinali.

In passato si utilizzavano i seguenti liquidi (latte scemato, latticello, siero di latte)per sostituire il moderno latte in polvere 

Farine lattee

Costituite da latte intero in polvere o da sottoprodotti della lavorazione del latte che vengono efficaci, polverizzati e ricostituiti. Questi sono composti comunemente da latte scremato in polvere o siero di latte in polvere con aggiunta di grassi vegetali o animali, sali minerali, vitamine, farne di cereali (con funzione denaturante)

Farine  vegetali o animali senza latte

Mescolanza di farine vegetali o animali con caratteristiche nutritive simili al latte.

Esistono farine che diluite in acqua possono essere somministrate anche fredde e lasciate a disposizione dei vitelli per un lungo periodo.

Dato che grazie al suo grado d’acidità non si sviluppano batteri, muffe e nel contempo l’animale non ne assimila un quantitativo eccessivo grazie alla sua capacita saziante.

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